manuale inapplicabile

Archetipi e racconti sull’arte d’apprendere e d’insegnare

Che cos’è la Normodinamica?

8 commenti

di Antonio Ricci

Spesso mi viene chiesto che cosa sia la Normodinamica e che ruolo abbia nella nostra scuola. Provo a rispondere. 

La Normodinamica prende forma tra il 1984 e il 1989 ed è la denominazione data da Paolo Menghi al suo metodo di lavoro educativo, clinico e formativo per lo sviluppo consapevole dell’individuo, approccio che era in continuo divenire e strettamente legato alla sua persona. Non avendo Menghi mai dato alcuna definizione sistematica della Normodinamica, non esistono di essa manuali tecnici, né codifiche epistemologiche o procedure standardizzate. Uno dei motivi di quest’apparente incompletezza è sicuramente la sua prematura scomparsa, ma va anche considerata la sua volontà di muoversi in un territorio di libera ricerca. Preferiva seminare piuttosto che ergere recinti. La sua rottura con il mondo della formazione classica degli psicoterapeuti, infatti, è passata sia attraverso la rinuncia ad un importante ruolo istituzionale, (era cofondatore dell’Istituto di Terapia Familiare di Roma), sia attraverso una ridefinizione integrale dei processi formativi. Perciò nel 1984, nel pieno della sua attività di neuropsichiatra, terapeuta e formatore,  lascia l’I.T.F. e fonda la sua nuova scuola.[1] I testi da lui scritti e pubblicati dopo questa data, ai quali rimando per una diretta comprensione della complessità del suo insegnamento, sono quattro: due raccolte di aforismi e poesie, “Il filo del Sé” e “Figli dell’Istante”; un romanzo, “Zone di silenzio”; ed un piccolo libretto, “Mandala”, nel quale si può trovare una traccia più coerente del metodo che andava creando. Solo di recente le edizioni Astrolabio hanno pubblicato una raccolta di suoi seminari, “Trasformare la mente”, scritti che erano già stati pubblicati sulla rivista “Ttsui Ting Ttai”, da lui corretti e rielaborati. Per il resto esiste un grosso corpus asistematico mai pubblicato, sia di scritti, sia di registrazioni audio e video relative a seminari pubblici, corsi, incontri di formazione e lezioni da lui tenute tra il 1989 e il 1998, anno della sua morte.

Dato che una vastissima parte del suo insegnamento era imprescindibile dal rapporto diretto con lui, ciò ha posto un limite molto grande rispetto al suo uso, infatti con la sua scomparsa molto si è perso o è divenuto irriproducibile. A distanza di circa quindici anni dalla sua morte, un piccolissimo gruppo di suoi allievi diretti continua ad operare con lo stesso spirito di ricerca, ma avendo nel frattempo integrato diversi approcci e scelto orientamenti professionali anche molto diversi tra loro. Periagogè nasce all’interno di questo tentativo di continuità e differenziazione, nella scelta di dare priorità alla dimensione educativa, pedagogica e formativa, affiancando all’esperienza normodinamica altri riferimenti epistemologici, tra cui il dialogismo personalista, la psicologia costruttivista o la pedagogia dell’incontro, preferendo un approccio multidisciplinare.

Nella prospettiva evolutiva assunta da Periagogè tre punti possono essere riconosciuti in comune con la Normodinamica:

  • una visione dialogica e psicodinamica della persona, attenta quindi sia alla sua dimensione intersoggettiva, sia a quella profonda;
  • una visione sistemica del mondo orientata ai processi, alle strutture interdipendenti e alle connessioni;
  • la convinzione che sia possibile espandere la propria coscienza durante l’intero arco dell’esistenza.

In questa prospettiva vengono perseguiti due obiettivi:

  • la conoscenza del funzionamento profondo di sé, delle proprie relazioni e dei propri cicli evolutivi per una competente e attiva accettazione della realtà;
  • la maturazione di un proprio volere consapevole e responsabile.

Tutto ciò con il fine di stabilire un buon rapporto verso tutte le manifestazioni del reale affinché ognuno possa partecipare attivamente alla trasformazione di ambiti concreti della propria vita.

Nella scuola Periagogè l’attività clinica, educativa e di ricerca è impostata su cinque campi d’esperienza:

  • Il conflitto
  • La costruzione del Sé
  • La dimensione corporea-analogica
  • La relazione intersoggettiva
  • Il rapporto con il mondo.

Nell’approccio normodinamico è possibile rintracciare delle categorie di senso affini ai campi d’esperienza sopra elencati, sintetizzate nell’insegnamento originario di Menghi attraverso cinque parole d’origine sanscrita, indicative di cinque mezzi di ricerca:

  • Tejas: pone l’attenzione sul valore evolutivo dell’attrito e sulla gestione armonica del conflitto.
  • Ekatva: studia l’integrazione tra i diversi sensi del Sé.
  • Vairagya: definisce la necessità di distanza e vicinanza  nella ricerca di relazione intersoggettiva.
  • Amatra: la comunicazione analogica, corporea e artistica quali strumenti d’integrazione dell’esperienza inesprimibile con la parola.
  • Yatra: l’uscita dai confini e dai vincoli dei propri sistemi d’appartenenza. La convivenza e il rapporto con il mondo.

Penso sia abbastanza facile intuire il disagio che tali termini possono aver causato nel mondo accademico della psicologia e della psichiatria nel quale Menghi operava, vista anche la diffidenza esistente, non senza ragione, nei confronti delle discipline orientali e delle definizioni spirituali, soprattutto verso un loro uso troppo ingenuo e superficiale oltre che per rimarcare un confine netto tra scienza e spirito. Al contrario appare coerente con l’intenzione di Menghi di creare un ponte tra ricerca scientifica occidentale e ricerca spirituale orientale. In ogni caso tutt’ora l’uso di tali terminologie può provocare equivoci e generare confusione tra strumenti e obiettivi, se viene perso di vista il loro valore iniziale e conferito loro unicamente il significato di “discipline”. Non lo sono in senso stretto in quanto si avvalgono di discipline già esistenti, dalle quali traggono il loro strumentario tecnico. Nella nostra scuola, ad esempio, lo studio del kendo o dello judo, discipline da combattimento giapponesi, o dello yoga, fa tecnicamente riferimento alla loro tradizione, ma viene effettuato perseguendo principi educativi e clinici propri della Normodimanica, della psicologia relazionale e del dialogismo  personalista. Il nostro modo d’applicarle si fonda su presupporti evolutivi e metodologici che non è detto appartengano anche a tali discipline. Sulla base di questa impostazione viene organizzato tutto il lavoro didattico, educativo e clinico. La preparazione degli insegnanti e dei terapeuti quindi prevede che abbiano già maturato un’esperienza qualificata in entrambe i fronti: devono cioè avere, per semplificare, almeno una laurea ed una cintura nera. Come poi le due cose possono essere coniugate, definisce il nostro approccio ed è un problema di metodo formativo.

La forza innovativa del pensiero di Menghi quindi non risiede nell’originalità delle sue idee, piuttosto nella sintesi da lui coraggiosamente operata, nonché nella riattualizzazione di metodi, principi e tecniche di consapevolezza che rimettessero al centro la persona, il valore dell’esperienza diretta e il corpo.

Dalla cultura orientale ha preso l’interesse per la dimensione unitaria corpo-mente e le elaborate tecnologie miranti all’espansione della sua consapevolezza mai disgiunta dall’esperienza corporea.

Rispetto ai vasti riferimenti epistemologici propri dell’area psicologica sistemico-relazionale e psicanalitica nella quale già operava Menghi, penso sia utile accennare unicamente come, nel panorama culturale occidentale, il suo tentativo di sintesi tra oriente e occidente, possa trovare un corrispettivo qualificato negli studi di C. G. Jung, dai quali ha tratto sicuramente ispirazione oltre che principi e riferimenti di metodo. Rispetto invece al suo modo di considerare la malattia psichica e il disagio esistenziale, è possibile rintracciarvi molte affinità con il movimento antipsichiatrico, con le idee di Laing e Cooper e con i diversi studi della scuola di Palo Alto. L’approccio corporeo-esperienziale, l’applicazione della meditazione e delle metodologie d’addestramento proprie delle discipline marziali e dello yoga classico nei processi formativi, sicuramente trova oramai molti altri esempi in ambito accademico e nella ricerca clinica, dalla bioenergetica alla psicosintesi.

La forza delle considerazioni sulla natura dialogica della coscienza, che fanno capo al dialogismo personalista al quale Periagogè fa riferimento, rintracciano nel pensiero di Menghi delle importanti connessioni, soprattutto rispetto al suo modo di trattare la profondità pneumatologica e di porla a fondamento del processo evolutivo della persona, mai dissociato dalla dimensione relazionale interiore e da quella intersoggettiva. Nel suo insegnamento è possibile infatti trovare elementi di una lettura approfondita, laica e mai ideologica, della ricerca cristiana dell’«uomo intero».

Credo, infine, che la risposta più radicale di Menghi alle sue convinzioni consistesse in un diverso approccio alla formazione del terapeuta e dell’educatore, infatti i percorsi di formazione e di sviluppo da lui diretti si basavano:

  • sulla ricerca di coerenza tra idea e vita;
  • sull’ampliamento del setting educativo e terapeutico verso situazioni di vita quotidiana;
  • sulla costruzione della possibilità di un’implicazione relazionale più diretta del terapeuta/educatore e conseguente sua uscita sia dalla zona di sicurezza del setting/stanza; sia impedendo l’assenza imposta al paziente/studente del volto/corpo/storia personale del terapeuta/educatore;
  • sulla necessità costante di confronto e di verifica dell’equilibrio psichico, energetico e fisico del terapeuta/educatore;
  • sulla necessità per il terapeuta/educatore d’avere una disciplina autonoma coinvolgente ogni piano corporeo e dell’essere: dall’alimentazione alla cura di sé, dal sapere/cultura al sapere profondo e intrapsichico, dalla vita affettiva e familiare alla ricerca di una direzione di vita.

In tal senso il processo formativo che Menghi proponeva aveva la sua misura nell’estrema serietà del compito che attribuiva al terapeuta/educatore, facendo capo ad un importante principio deontologico: per occuparsi della sanità psicofisica degli altri è necessario prima di tutto occuparsi, seriamente e senza imbrogli, della propria e per sempre. In questo senso, «per sempre», definisce una direzione di vita e una scelta fondamentale di coerenza e verifica della propria attitudine.

Senza dubbio posso dichiarare che, rispetto a questi ultimi punti, la scuola Periagogè è attenta nel perseguirli, convinta del loro valore e della loro necessità per chi intraprende il mestiere di educatore e terapeuta, elementi che nella sostanza sono ancora nel solco originario dell’insegnamento di Menghi.

GAUGUIN (2)


[1] Fonda nel 1984 la scuola “Mandala – Associazione di ricerca per lo sviluppo armonico dell’individuo” che aveva la sua sede storica a Roma, in Largo di Torre Argentina, sede che verrà definitivamente chiusa nel 2002, con il successivo scioglimento dell’equipe che la gestiva e la nascita di nuove associazioni indipendenti.

8 thoughts on “Che cos’è la Normodinamica?

  1. Grazie Antonio, queste informazioni mi mancavano. Buona giornata, Rita lepore

  2. Pingback: Con il Corpo e il Colore | manuale inapplicabile

  3. Pingback: Comunità intelligenti: una direzione di lavoro verso comunità più sostenibili. | manuale inapplicabile

  4. Pingback: With body and colour: what does Humanistic Art Therapy means and how does it combine with the “Periagogè” method? | manuale inapplicabile

  5. Pingback: What is “Normodinamica”? | manuale inapplicabile

  6. Pingback: Chi era Paolo Menghi? | manuale inapplicabile

  7. Pingback: L’arte della Periagoghè | manuale inapplicabile

  8. Pingback: Essenza e personalità – Prima parte | manuale inapplicabile

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...